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Lettera a un Camorrista

Lettera ad un camorrista


scritta in occasione dell'omicidio di un boss della camorra nell'anno 2007

Scrivo a te fratello camorrista nella speranza di parlare al tuo cuore e perché mi sta a cuore la tua sorte e quella dei tuoi cari.

Nei giorni scorsi sono stato a casa di uno come te, ucciso come un cane davanti ai suoi cari e ho guardato negli occhi sua moglie e i suoi figli e vi ho letto un dolore inimmaginabile. Uno strazio che solo chi ha dimestichezza con la morte può comprendere, proprio come me e te. Sapessi quante volte ho dovuto compiere questo triste pellegrinaggio nella mia Secondigliano, un fiume di sangue e di disperazione che forse solo quelli come me e te possono capire.

Tanti figli, padri, fratelli, mariti e qualche volta anche madri, fidanzate e sorelle che ho dovuto seppellire. Una schiera infinita di volti, di storie, di giovani vite che non ci sono più. Forse pure tu hai qualcuno a te caro che non c’è più spazzato via da una violenza che distrugge ogni cosa e non lascia via di scampo a nessuno. Forse tu riderai di me o ti fermerai un momento a pensare? Stai preparando una spedizione di morte per caso?  Cosa fai controlli la pistola se è carica? Magari ti porti pure un secondo caricatore non si può mai sapere. Però se hai una moglie o dei figli o una mamma o pure una fidanzata prima di scendere ad ammazzare qualcuno fammi una cortesia, guardali bene in faccia, perché tanto lo sai che arriverà un giorno che non li vedrai più, perché uno come te ti avrà fatto quello che tu stai per fare ad un altro.

Tutto questo per che cosa? Quanti euro vale la tua vita? e quella dei tuoi figli? Come dici? così ti sei arricchito sei sfuggito alla miseria, tieni una bella casa magari pure una villa, ma quando mai te ne sei visto bene se ad ogni  passo che fai ti senti la morte sul collo? e tu questa vita la puoi pensare per quelli che ti stanno a cuore? se ti va bene prima o poi finisci in galera se ti va male lo sai già.

Fratello camorrista fermati un momento e pensa, ma veramente, a queste cose e poi se vuoi ancora sparare, spara però guarda in faccia il tuo nemico, vedrai che quella faccia è la tua, e prega che quel proiettile non sia per te. Io e te ci capiamo perché la morte la conosciamo bene, però vedi io oltre alla morte conosco pure la Vita, se volessi te ne potrei parlare e forse saresti salvo, almeno tu.

Comunque se poi ti ho annoiato scusami tanto, non ne avevo l’intenzione. Se vuoi continuare per la tua strada fa pure, al funerale e alla preghiera ci penso io non ti preoccupare.

Sac. Fulvio D’Angelo