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Don Luigi Rocco

 

 

Profilo di don Luigi Rocco:
primo parroco della Parrocchia dello Spirito Santo in Arzano.
Scritto in collaborazione col Focolare sacerdotale di Napoli.

 Il 23 Maggio 2008, in modo del tutto inatteso, ritorna alla casa del Padre don. Luigi Rocco, in seguito ad un infarto cardiaco. Sacerdote focolarino di Napoli, aveva conosciuto il Movimento dei Focolari nel 1968, poco dopo la sua ordinazione sacerdotale. La sua ansia di giustizia e di verità, nonché il suo desiderio di fraternità trovano nuova luce nell’Ideale dell’ unità proposto dalla fondatrice Chiara Lubich. Entra così a far parte del primo focolare sacerdotale di Napoli. La sua Parola di Vita era: “É questa la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede” (1 Gv 5,4b). Uomo di fede lo sarà in tutti gli impegni pastorali che la Chiesa gli affiderà, nello sforzo costante di diffondere tra amici e fedeli affidati alle sue cure pastorali il Vangelo dell’unità, pronto a spendersi fino in fondo per questo Ideale. Infatti la sera prima della sua morte, durante l’adorazione eucaristica, aveva invitato i presenti a dare la propria vita, perché la parrocchia divenisse una vera comunità e aveva concluso: “Io voglio essere il primo a dare la vita”. L’esperienza di vita con i fratelli sacerdoti del focolare gli fa scoprire il segreto dell’unità. Scrive infatti: “…. Il rapporto con Dio non posso viverlo in pienezza se non in unità con i miei fratelli,… lo sforzo di amare i miei fratelli mi fa stare nella comunione con Dio”. Anche in Parrocchia, cerca di diffondere questo modo di vivere ed operare aiutando tutti attraverso il suo esempio e incoraggiamento ad entrare in questa entusiasmante dimensione. Ora che sta sperimentando la pienezza dell’Amore gli chiediamo di pregare per noi, affinchè si possa proseguire spediti e lieti in questo cammino.

 

Vi segnaliamo su Facebook: Gruppo Amici di don Luigi Rocco.

“Il senso di questo gruppo è di ricordarlo con testimonianze, aneddoti, foto, ricordi e quanto possa servire per tenerlo sempre presente fra noi e farlo conoscere ad altri”.